Guai per ZTE accusata di aver violato le leggi USA vendendo prodotti ad Iran e Corea del Nord

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La compagnia cinese ZTE sembra averla fatta proprio grossa, violando gli accordi stipulati con gli Stati Uniti ed è stata condannata a pagare una multa davvero molto salata. Scopriamo insieme cosa è successo!

L’International Emergency Economic Powers Act vieta alle compagnie di vendere prodotti realizzati in USA ai Paesi che avrebbero aver ripetutamente fornito sostegno al terrorismo internazionale, tra i quali sono annoverati Iran e Corea del Nord. Il colosso cinese ZTE è stato accusato di aver esportato e venduto in Iran software e apparecchiature fabbricate negli Stati Uniti ed è stato ritenuto colpevole per aver commesso il reato tra il gennaio 2010 e l’aprile 2016.

Guai per ZTE accusata di aver violato le leggi USA

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Quando l’inchiesta è iniziata, ZTE si è dichiarata innocente. Tuttavia, ora che le indagini sono concluse, è emerso che effettivamente la società cinese ha firmato numerosi accordi con l’Iran per la spedizione di hardware e software per un valore di milioni di dollari.

Dal 2010 ZTE ha venduto i suoi prodotti fabbricati in USA direttamente o indirettamente all’Iran senza le licenze di esportazione da parte del governo degli Stati Uniti, inoltre, ed è stata accusata per aver mentito durante l’inchiesta federale, affermando di aver interrotto i rapporti commerciali con il Paese. A carico dell’azienda anche l’accusa di aver esportato 283 dispositivi tra microprocessori, router e server in Corea del Nord.

Per questo motivo il Commerce Department e il Dipartimento del Tesoro ha ordinato a ZTE di pagare 892 milioni di dollari di multa per aver violato le leggi degli Stati Uniti e per le false dichiarazioni. A questa cifra vanno ad aggiungersi 298 milioni di dollari per le spedizioni effettuate in Corea del Nord, per un totale di ben 1.19 miliardi di dollari.

L’Amministratore Delegato di ZTE, Zhao Xiamming, ha commentato la vicenda, affermando che: “ZTE riconosce gli errori che ha commesso, se ne assume la responsabilità e si impegna ad un cambiamento positivo della compagnia.”

Cosa ne pensate della vicenda? Il verdetto influirà sulla fiducia che fornitori e clienti privati nutrono nei confronti della compagnia cinese?

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